Ritrovare la sovranità politica – Secondo incontro di Politix

Venerdì 30 novembre, ore 17,30 – Sala Santa Croce 2 NH HOTEL (Piazza Carlo Emanuele II 15, Torino)

“Poteri e territori: ritrovare la sovranità politica?”

Secondo appuntamento di Politix

In un momento storico nel quale concetti fondamentali per la vita democratica vengono alterati e se ne affacciano di nuovi, spesso difficili da definire, diviene estremamente importante ricostruire un lessico appropriato e capace di orientare i cittadini.

Una parola che ha bisogno di questo trattamento, oggi, è “sovranismo”. Una parola che deriva dal concetto nobile di sovranità popolare, anch’esso da ridefinire in modo alternativo alle proposte populiste e rimettendolo al centro del dibattito sulla democrazia.

Ne discutono:

Roberto Cavallo Perin, docente di Diritto Amministrativo presso l’Università di Torino

Andrea Giorgis, docente di Diritto Costituzionale presso l’Università di Torino.

Modera: Dunia Astrologo (Istituto Gramsci)

 

Abbiamo storicamente conosciuto l’idea di sovranità politica dello Stato imperniato intorno a tre facoltà principali: il potere di battere moneta, quello di riscuotere le tasse e il «monopolio della violenza». I processi d’integrazione europea, insieme alle dinamiche di una capitalismo sempre più finanziario e globalizzato, hanno via via indebolito i primi due poteri dello Stato nazionale. Forte è rimasto invece il terzo. Oggi, infatti, lo Stato nazione sembra sempre più sfogare il proprio intervento nella vita sociale soprattutto nella dimensione repressiva e in quella della forza. Pare invece aver smarrito la vocazione emancipatrice di riduzione delle disuguaglianze economiche, di redistribuzione del reddito e di intervento in economia per garantire investimenti pubblici e maggiore equità. I dinamici flussi economici e finanziari paiono ingovernabili dalle mani lente e ancorate ai territori tipiche delle istituzioni pubbliche.

Prima i parametri del Trattato di Maastricht, poi l’adozione della moneta unica europea e l’autonomia della banca centrale hanno minato la capacità dello Stato di condurre pienamente la politica economica con tutti gli strumenti a disposizione. L’Unione Europa è stata costruita principalmente sui temi finanziari e del mercato unico mentre la cessione del potere politico degli Stati non è stato a favore di un reale sovranità popolare europea. Inoltre abbiamo conosciuto l’idea di sovranità popolare solo dentro i confini delle nazioni, una democrazia al di fuori di quelle frontiere è tutta da immaginare.

Come è possibile che in questi anni l’idea della sovranità popolare si sia trasformato in un’idea delle destre xenofobe? Come è stato possibile la costruzione di un’Unione Europa a favore dei mercati e poca attenta alla democrazia popolare? Dove è il potere nelle nostre democrazie? La sovranità appartiene ancora al popolo? Come si può costruire una democrazia oltre gli Stati nazionali?

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